Passa al contenuto principale

Mese: Giugno 2023

fonoassorbimento

Fonoassorbimento e isolamento acustico: cosa cambia?

Nella frenesia della vita moderna, il silenzio è diventato un lusso prezioso e raro. Siamo immersi in un costante frastuono, in un’armonia di rumori che invade la nostra sfera sensoriale e ci allontana da noi stessi. Ma cosa succede quando il silenzio può essere ricreato in un ambiente, quando si cerca la quiete interna e l’armonia sonora degli spazi che ci circondano? Spesso nel nostro blog citiamo due concetti fondamentali per garantire il benessere e il comfort degli ambienti interni: questi sono il fonoassorbimento e il fonoisolamento. I non addetti ai lavori potrebbero confondere questi due termini, che mirano a un obiettivo unico, seppure con molte differenze: il benessere acustico di una casa o un ufficio. In questo articolo, ci addentreremo nel mondo del fonoassorbimento e del fonoisolamento, esplorando le loro sfumature e la loro importanza nella creazione di ambienti che garantiscono quiete e comfort.

Fonoassorbimento: cosa vuol dire

Il fonoassorbimento può essere definito come l’arte di abbracciare il suono, di catturarlo e di renderlo morbido e caldo. È la capacità di un materiale o di una superficie di assorbire le onde sonore e disperderle in una matrice. Questo concetto, in apparenza semplice, nasconde in sé una certa complessità. Il fonoassorbimento o assorbimento acustico, richiede una profonda comprensione del suono e delle sue caratteristiche, così come una spiccata capacità di selezionare e utilizzare i materiali appropriati. Quando un ambiente è dotato di materiali fonoassorbenti, il suono assume una nuova dimensione. Le onde sonore trovano un’ancora di stabilità e si trasformano in un flusso armonico, in un’esperienza sensoriale avvolgente. Le voci si diffondono in modo naturale, i rumori si attenuano e si crea uno spazio in cui sentirsi a proprio agio.

Tempo di riverbero, un concetto fondamentale del fonoassorbimento

L’assorbimento delle onde sonore in un ambiente da parte di un materiale fonoassorbente comporta una riduzione del tempo di riverbero. Abbiamo già citato questo concetto all’interno del nostro blog, ma lo riprendiamo, perché è fondamentale per comprendere come rendere un ambiente più confortevole a livello sonoro. Il tempo di riverbero si riferisce al tempo necessario affinché il livello di pressione sonora si attenui di 60 dB dopo l’interruzione della sorgente sonora. In altre parole, rappresenta il tempo impiegato dal suono per diminuire di intensità all’interno di un ambiente. La formula standard per calcolare il tempo di riverbero di una stanza è data dalla formula di Sabine: T = (0.161 x V) / A dove T rappresenta il tempo di riverbero in secondi, V è il volume della stanza in metri cubi e A è l’area totale delle superfici fonoassorbenti presenti nella stanza in metri quadrati. Questo è un importante parametro poiché, se troppo lungo, può causare un riverbero eccessivo, che può rendere difficile la comprensione del parlato, creare un ambiente rumoroso o scomodo per svolgere determinate attività. Al contrario, un tempo di riverbero troppo breve può provocare un ambiente troppo secco o privo di risonanze desiderate, che potrebbe risultare poco piacevole dal punto di vista acustico. Utilizzando materiali fonoassorbenti adeguati, è possibile regolare il tempo di riverbero per ottenere un ambiente acusticamente equilibrato e confortevole.

Isolamento acustico: cosa vuol dire

Dall’altro lato della medaglia, c’è l’isolamento acustico. Questo concetto si riferisce all’insieme di tecniche e materiali progettati per ridurre o limitare la trasmissione del suono da un ambiente all’altro. È l’attitudine a creare una barriera protettiva che impedisce al rumore di invadere uno spazio, preservando così la tranquillità e il benessere delle persone che lo abitano. Il concetto di isolamento acustico si basa su principi fisici e ingegneristici, utilizzando materiali speciali e tecniche di costruzione mirate per ridurre al minimo la propagazione del suono attraverso pareti, pavimenti, soffitti e altre superfici. È un processo che richiede un’analisi approfondita delle caratteristiche del suono e delle sue modalità di trasmissione, al fine di selezionare e implementare le soluzioni più efficaci. Cosa cambia quindi tra fonoisolamento e fonoassorbimento? Principalmente gli obiettivi. L’obiettivo del fonoisolamento è quello di creare uno spazio protetto in cui il rumore esterno viene attenuato o completamente eliminato, consentendo alle persone di godere di un ambiente tranquillo e confortevole. Invece, il fonoassorbimento mira a ridurre o controllare l’eco e il riverbero del suono all’interno di un ambiente, creando un ambiente acusticamente confortevole e ottimizzato per la comunicazione e l’ascolto.

I materiali impiegati per isolare acusticamente e assorbire il suono sono gli stessi?

Viste le differenze negli obiettivi che fonoassorbimento e fonoisolamento si prefiggono, anche i materiali cambiano notevolmente. I materiali isolanti acustici sono progettati per ridurre la trasmissione del suono attraverso le pareti, i pavimenti e i soffitti di un ambiente. L’obiettivo principale dell’isolamento acustico è limitare la propagazione del suono da un ambiente all’altro, quindi i materiali che raggiungono questo obiettivo presentano una struttura spessa e densa. D’altra parte, i materiali fonoassorbenti sono progettati per ridurre l’eco e il riverbero all’interno di un ambiente. Questi materiali sono in grado di assorbire una parte del suono incidente, grazie alla loro porosità e a una struttura che trattiene il suono e non gli consente di “rimbalzare” all’interno dell’ambiente.

Conclusioni

La comprensione delle differenze tra isolamento acustico e fonoassorbimento riveste un’importanza fondamentale per la progettazione e la realizzazione di ambienti acusticamente ottimali. Lo dimostra l’intervento di Diasen per l’isolamento acustico e anche l’intervento di fonoassorbimento presso il parcheggio sotterraneo del Campo das Cebolas, situato a Lisbona. Qui, infatti, è stato realizzato un intervento di isolamento acustico e riduzione del riverbero utilizzando la biomalta termoacustica a base di sughero Diathonite Acoustix+. La soluzione è stata applicata sui soffitti della struttura, con uno spessore di 3 cm distribuiti in due strati da 1,5 cm ciascuno, insieme alla rete di rinforzo strutturale Polites 140. Questa scelta ha permesso di combinare l’efficacia acustica con un’estetica che privilegia una finitura quasi liscia. Il rasante acustico Argatherm Acoustix è stato utilizzato per garantire una granulometria fine e uniforme, consentendo al sistema di mantenere elevate prestazioni acustiche grazie alle sue microporosità. Scopri tutti i prodotti Diasen, biomalte, intonaci, pitture a base di sughero, ideali per l’isolamento termico e acustico degli ambienti. Trova il benessere e il comfort nei tuoi ambienti, grazie alla naturalezza dei nostri prodotti. Contattaci per maggiori informazioni.
assorbimento acustico

Assorbimento acustico e valutazioni delle prestazioni dei materiali fonoassorbenti

Nel vasto panorama dell’architettura e del design degli spazi, un aspetto spesso trascurato ma di fondamentale importanza è l’acustica. Non ci stancheremo mai di dirlo: l’esperienza sensoriale di un ambiente non è completa se non si tiene conto del suono che lo permea.

All’interno del nostro blog abbiamo spesso ripetuto che il rumore eccessivo e la risonanza indesiderata possono disturbare la tua tranquillità e creare un ambiente stressante e poco confortevole. Questo vale a casa, come in ufficio o in altri ambienti pubblici.

È quindi cruciale comprendere come i materiali fonoassorbenti possano contribuire a migliorare l’acustica degli spazi, creando un ambiente sonoro più piacevole ed equilibrato.

Come scegliere i giusti materiali fonoassorbenti: il coefficiente di fonoassorbimento

L’assorbimento acustico, o fonoassorbimento, differente dal concetto di isolamento acustico, è il processo mediante il quale un materiale riduce l’energia sonora riflettendola, disperdendola e riducendola. È un aspetto di vitale importanza nelle strutture architettoniche e nell’arredamento degli interni.

Per ridurre il riverbero all’interno di una stanza o un ambiente più ampio, bisogna individuare i materiali fonoassorbenti più adatti che consentano di ottenere un assorbimento dei rumori e dei suoi fastidiosi. Una volta compresa l’importanza di installare tali elementi fonoassorbenti, si passa alla successiva fase, leggermente più complessa, di effettiva scelta di questi materiali e della modalità di installazione.

È necessario saper interpretare i valori prestazionali riportati nelle schede tecniche dei prodotti, al fine di effettuare una selezione consapevole. Tra questi, non si può ignorare il coefficiente di fonoassorbimento.

Coefficiente di fonoassorbimento: cos’è e a cosa serve?

Il coefficiente di fonoassorbimento è un indice che misura la capacità di un materiale di assorbire l’energia sonora incidente su di esso anziché rifletterla.

Un alto coefficiente di fonoassorbimento indica che il materiale è in grado di assorbire una maggiore quantità di energia sonora, riducendo così la sua riflessione e contribuendo a creare un ambiente più confortevole e privo di disturbi acustici indesiderati.

Si calcola mediante prove sperimentali in laboratorio, seguendo standard internazionali come la norma ISO 354:2003 o la norma ASTM C423-19. Queste prove consistono nella misurazione dell’assorbimento acustico del materiale in una camera riverberante.

Il coefficiente di fonoassorbimento può variare da 0 a 1, dove 0 indica una totale riflessione del suono e 1 indica un assorbimento completo del suono. I valori di coefficiente di fonoassorbimento vengono solitamente espressi per diverse bande di frequenza o per frequenze specifiche, in modo da avere una valutazione completa delle prestazioni acustiche del materiale su tutto lo spettro sonoro.

Il fonoassorbimento del sughero

In questo contesto non possiamo non citare il vero protagonista della produzione di Diasen, ovvero il sughero, impiegato anche millenni fa per mantenere calde e silenziose le abitazioni.

Il sughero è un materiale naturale e sostenibile che offre eccellenti proprietà fonoassorbenti, rendendolo una scelta ideale per migliorare l’acustica degli ambienti. Si ottiene infatti dalla corteccia della quercia da sughero, che cresce principalmente in regioni mediterranee come Portogallo, Spagna e Italia. Possiamo dunque contare su un prodotto affidabile e a km 0.

La sua estrazione non danneggia l’albero di quercia, ma piuttosto si basa su un processo di sfogliatura che permette alla corteccia di rigenerarsi.

Il coefficiente di fonoassorbimento del sughero è particolarmente elevato, grazie alla sua struttura cellulare unica Infatti, se guardiamo il sughero al microscopio, notiamo cellule composte da piccole cavità piene di aria, che fungono da intrappolatori di suono, consentendo al sughero di assorbire efficacemente le onde sonore. Questo si traduce in una notevole riduzione dell’eco e della riflessione del suono all’interno di un ambiente.

È un materiale leggero, flessibile e facilmente lavorabile, consentendo la creazione di prodotti fonoassorbenti di diverse forme e dimensioni. È resistente all’umidità e agli agenti atmosferici, mantenendo intatte le sue proprietà nel tempo.

Può essere utilizzato in una varietà di applicazioni, come pannelli fonoassorbenti per pareti e soffitti, rivestimenti acustici per pavimenti, sottopavimenti, pannelli per isolamento acustico e molto altro. La sua estetica naturale e calda aggiunge un tocco di eleganza agli ambienti, rendendolo una scelta popolare per progetti di design e arredamento.

In Diasen, produciamo numerosi prodotti a base di sughero, offrendo ai nostri clienti soluzioni sostenibili, accessibili e perfettamente efficienti. Scopri, ad esempio, la linea Diathonite, biomalte realizzate con materiali ecocompatibili e ad elevate prestazioni, non tossiche o dannose per l’ambiente.

 

Per maggiori informazioni sui nostri prodotti fonoassorbenti a base di sughero, non esitare a contattarci.

Isolamento termico interno

Isolamento termico interno: la sfida dei materiali innovativi

In un periodo storico in cui una visione antropocentrica ed ecocentrica si stanno incontrando, è importante tenere conto delle esigenze dei proprietari di edifici, ma anche del loro impatto sull’ambiente. Così, le aziende che lavorano nel campo dell’edilizia, stanno sperimentando nuove soluzioni e materiali per rendere il settore più sostenibile e offrire al contempo la massima vivibilità.

L’isolamento termico è una delle caratteristiche più importanti di un edificio e la risposta a diverse esigenze di comfort e sostenibilità, poiché permette di mantenere una temperatura confortevole all’interno durante tutto l’anno, riducendo al contempo i costi di riscaldamento e di raffreddamento. Un buon isolamento termico può inoltre contribuire a ridurre le emissioni di CO2 nell’ambiente, rendendo gli edifici più sostenibili.

Quali sono i materiali innovativi per ottenere un isolamento termico efficace e sostenibile? Scopriamolo in questo nuovo articolo di Diasen, azienda che da decenni si occupa della vie del comfort delle persone, con soluzioni efficaci, ma anche ad elevato risparmio.

Come realizzare l’isolamento termico interno della casa?

Nonostante nelle pratiche di isolamento di case ed edifici ci si concentri soprattutto sulle pareti, questo non è l’approccio più corretto per ottenere risultati eccellenti.

La scelta di quale elemento dell’edificio isolare dipende dalle specifiche esigenze e dalle condizioni dell’edificio medesimo. Tuttavia, l’isolamento termico del tetto è uno dei modi più efficaci per ridurre il consumo energetico di una casa. Il tetto è infatti la parte dell’edificio attraverso cui si disperde la maggior quantità di calore.

Isolare il tetto può portare ad una riduzione significativa dei costi energetici, in quanto l’intervento riduce la quantità di calore che deve essere prodotta per mantenere la temperatura interna a livelli di comfort. Inoltre, l’isolamento del tetto può prevenire la formazione di condensa e di umidità all’interno dell’edificio, che può portare alla formazione di muffa e alla degradazione delle strutture.

Tuttavia, anche i pavimenti possono essere isolati termicamente e ciò può contribuire a ridurre i costi di riscaldamento in inverno e di raffrescamento in estate.

In ogni caso, è importante valutare attentamente le esigenze specifiche dell’edificio, come la posizione geografica, il clima, la struttura dell’edificio, il tipo di impianto di riscaldamento e raffreddamento utilizzato e le preferenze personali del proprietario, per scegliere la tipologia di isolamento più adatto e ottenere i migliori risultati in termini di efficienza energetica e comfort interno.

I migliori materiali innovativi e sostenibili per isolare la casa

Negli ultimi anni, l’attenzione per l’efficienza energetica e la sostenibilità ha portato allo sviluppo di nuovi materiali innovativi per l’isolamento termico. Questi materiali sono stati progettati per offrire una combinazione di elevate prestazioni termiche, durata, sicurezza e sostenibilità ambientale.

La prima di cui vogliamo parlare è la pomice, una roccia ad elevata porosità con quasi il 90% composta di aria, che la caratterizza come l’unica pietra in grado di galleggiare. Il suo mix di forza e leggerezza rafforza le prestazioni delle biomalte Diasen a cui apporta resistenza alle sollecitazioni esterne e all’assorbimento di umidità.

Tra i materiali disponibili in natura, la perlite, una roccia porosa che trattiene acqua e chespicca per la sua natura di isolante termico molto utilizzato grazie alle sue proprietà di bassa conducibilità termica, leggerezza, resistenza al fuoco e alla corrosione. È composta da silicati vulcanici espansi, ottenuti tramite riscaldamento del materiale naturale a temperature elevate. Ridotta in granuli e sottoposta a riscaldamento genera sfere vetrose in cui concentrano leggerezza, traspirabilità, inerzia chimica, resistenza al fuoco.

Il silicio amorfo espanso è un materiale naturale e nella sua forma amorfa presenta una struttura caotica. Quando viene espanso incapsula aria e genera sfere ultraleggere che assicurano proprietà isolanti e di stabilità nel tempo.

Le terre diatometiche sono materiali di origine fossile che presentano un’elevata porosità che gli consente di assorbire liquidi fino a una volta e mezzo il suo peso. Nobilita il formulato delle biomalte grazie alla loro leggerezza, all’elevato potere assorbente e alla spiccata porosità.

Le fibre di cellulosa si ottengono dalla carta riciclata e tendono a disperdersi nella matrice interna dove concorre alla formazione di un aggregato omogeneo che resiste al ritiro e alle

microfessurazioni. Ciò assicura stabilità ed elasticità.

Sughero, il migliore isolante termico

In Diasen, impieghiamo grandi quantità di sughero per offrire ai nostri clienti soluzioni efficaci per l’isolamento termico.

Il sughero è composto da una struttura alveolare, che lo rende un materiale molto leggero e altamente isolante. L’aria inglobata all’interno delle celle del sughero agisce come un isolante termico naturale, riducendo la conduzione di calore. Per questo lo impieghiamo all’interno delle nostre biomalte e nelle vernici isolanti.

Poi, il sughero ha una bassa conducibilità termica, il che significa che conduce il calore molto lentamente. Ciò lo rende molto efficace nell’isolamento termico, poiché può ridurre significativamente la quantità di calore che viene trasferita attraverso le pareti, i soffitti e i pavimenti.

Il sughero è resistente all’umidità, il che significa che non si deteriora facilmente se esposto all’acqua o all’umidità. Questa proprietà lo rende un’ottima scelta per l’isolamento delle pareti, poiché può resistere alla penetrazione dell’umidità e prevenire la formazione di muffa e funghi.

Sughero: sostenibilità ed efficacia

E’ la natura a offrirci delle soluzioni altamente performanti per vivere al meglio all’interno delle nostre case. Lo sapevano bene gli antichi Romani, i nostri antenati, che mischiavano la corteccia della quercia da sughero con amalgame a base di argilla per isolare termicamente le proprie abitazioni.

Il sughero è considerato un materiale di isolamento altamente sostenibile e efficace per l’isolamento termico della casa soprattutto perché è immediatamente disponibile e ha un ciclo di vita ecologico.

Il sughero è ricavato dalla corteccia degli alberi di sughero, che può essere raccolto ogni dieci anni senza danneggiare gli alberi stessi. Inoltre, la raccolta del sughero contribuisce a mantenere le foreste di querce e gli ecosistemi associati, proteggendo la biodiversità e mitigando i cambiamenti climatici.

Una volta raccolte, le cortecce vengono selezionate e lavorate per produrre il sughero utilizzato in vari prodotti, come tappi per bottiglie e isolamento termico per edifici. Viene usato in moltissimi settori per via del suo lungo ciclo di vita, perché è un materiale estremamente resistente e durevole.

Grazie alla sua struttura alveolare, il sughero agisce come un isolante termico naturale, riducendo la conduzione di calore. Inoltre, il sughero ha una bassa conducibilità termica, il che significa che conduce il calore molto lentamente. Ciò lo rende molto efficace nell’isolamento termico, poiché può ridurre significativamente la quantità di calore che viene trasferita attraverso le pareti, i soffitti e i pavimenti.

Il sughero è anche resistente all’umidità, non si deteriora facilmente se esposto all’acqua. Questa proprietà lo rende un’ottima scelta per l’isolamento delle pareti, poiché può resistere alla penetrazione dell’umidità e prevenire la formazione di muffa e funghi.

Vuoi scoprire l’efficacia e la performance del sughero come intonaco termoisolante per la tua casa? Non esitare a contattare Diasen e a ottenere una soluzione su misura per la tua abitazione.

L’archistar Tagliabue ad Ancona per Diasen: “La modernità deve guardare al passato di materiali e tecnologie”

“Noi architetti dobbiamo cercare di realizzare edifici, anche pubblici, che ti facciano sentire come a casa, a proprio agio. Un sentimento che spesso non consideriamo. La modernità guarda al passato e a una sostenibilità che esisteva per necessità ma rivedendo materiali e tecnologie”. È un messaggio che apre al costruire moderno dando spazio a nuove forme e materiali tradizionali quello che l’architetto Benedetta Tagliabue, famosa in tutto il mondo per aver firmato importanti progetti come il Parlamento Scozzese a Edimburgo e il Mercato di Santa Caterina a Barcellona, ha lanciato ieri pomeriggio dall’Università Politecnica delle Marche, ospite dell’incontro organizzato da Diasen e dedicato a “L’architettura della pluralità. Colore, forma, struttura: i materiali del progetto contemporaneo”.

“L’architettura – ha aggiunto – può essere di grande utilità anche sociale. Oggi la sostenibilità è un tema di coscienza: quello che si fa rimane nel tempo, ha un’impronta, un’influenza che dobbiamo cercare di rendere positiva”. Un evento molto partecipato organizzato da Diasen, azienda di Sassoferrato leader nella produzione di materiale per l’architettura sostenibile, con la rivista The Plan – Architecture Magazine e la Facoltà di Ingegneria Edile-Architettura dell’Univpm, che si è tenuto nell’Aula Magna della Facoltà di Agraria. “Dopo l’esperienza del Covid le persone vogliono investire in benessere e bellezza per le loro abitazioni – spiega Diego Mingarelli, presidente di Diasen – vogliono curare gli spazi dove trascorrono gran parte della vita. L’uso di materiali innovativi, espressione di una tradizione secolare e mediterranea del costruire, possono dare nuova linfa a un’idea di comfort e bellezza sempre più centrali per un’architettura di qualità. Oggi abbiamo avuto l’onore di ascoltare Benedetta Tagliabue che ci ha regalato esperienze, emozioni e suggestioni in cui il bene e il bello delle persone diventa spazio, forma e concetto”.

Strutture, forme, materiali e colore. Tutto concorre alla progettazione di un nuovo concetto di costruire e abitare il cui asse ruota attorno alle dinamiche materiche del Costruire Mediterraneo; un punto di vista in cui si incontrano le caratteristiche di materiali naturali come sughero, la calce e la pietra pomice, con gli aspetti tecnici e di design per raggiungere comfort abitativo, sostenibilità e bellezza. Su questa linea di pensiero Diego Mingarelli ha, inoltre, sottolineato come “l’architettura di Benedetta Tagliabue coi i suoi elementi di contaminazione, creatività, connessione e inclusione rappresenta, per un’azienda come Diasen una fonte di ispirazione per tenere insieme comfort e bellezza attraverso l’etica e l’estetica dei materiali”.

“Come Università Politecnica delle Marche – ha sottolineato Gianluigi Mondaini, docente di Composizione Architettonica e Urbana all’Univpm – siamo felici di aver ospitato l’architetto Tagliabue, una delle figure più prestigiose a livello internazionale nella progettazione di edifici e spazi per l’uomo e la collettività. Con il suo lavoro rappresenta una delle massime espressioni della cultura progettuale dei nostri tempi, esemplificativa di un approccio all’architettura e al mondo delle costruzioni che mette a sistema ingegno, tecnica e poesia, per dare forma a spazi emozionali, innovativi e sostenibili”.

All’evento hanno preso parte anche il rettore Gianluca Gregori, Viviana Caravaggi Vivian e Stefano Capannelli, rispettivamente presidenti dell’Ordine degli Architetti e dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona, le architette Chiara Ternullo (Ternullomelo Architects) e Silvia Vespasiani (Area Lavori Pubblici e Paesaggio) e l’ingegner Claudio Tombolini (Ora Ingegneria e Architettura).