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Mese: Ottobre 2023

Pittura termica antimuffa

Pittura termica antimuffa per pareti che respirano

Nel mondo dell’edilizia, il concetto di comfort abitativo non è solamente legato alla comodità degli elementi di arredo, alle temperature interne e all’isolamento acustico. Soprattutto, si vive in una casa confortevole se la presenza di umidità è tenuta sotto controllo.

La protezione contro muffe, condensa e le fluttuazioni di temperatura è una sfida cruciale per qualsiasi edificio. La presenza di troppa umidità in casa e la formazione di muffa rappresentano problemi seri e spesso sottovalutati che possono avere gravi conseguenze per la casa e la salute dei suoi inquilini. 

La muffa e le sue conseguenze sulla casa e sulle persone

La muffa è un fungo che può proliferare in ambienti umidi. La sua crescita costante sulle superfici può danneggiare le pareti, i soffitti e le strutture in legno, provocando danni strutturali e degrado generale dell’edificio.

L’esposizione a spore di muffa nell’aria può causare problemi respiratori, specialmente per le persone con asma o allergie, ma non solo. La manipolazione diretta della muffa o il contatto con superfici contaminate possono causare irritazioni cutanee.

Ma c’è anche un’altra conseguenza che non tutti conoscono: l’umidità e la muffa possono influenzare negativamente l’isolamento termico dell’edificio. Le superfici umide sono superfici più fredde e richiedono maggiore energia per il riscaldamento. Ciò si traduce in un aumento dei costi energetici.

È fondamentale affrontare questi problemi attraverso misure preventive e soluzioni come la pittura termica antimuffa per proteggere sia la struttura che il benessere degli occupanti. 

Cos’è e come funziona la pittura termica antimuffa

La pittura termica è una tecnologia avanzata che, grazie a particolari additivi o all’aggiunta di materiali porosi, contribuisce a migliorare la resistenza termica delle pareti.

Insieme a questi elementi, spesso nella pittura antimuffa si possono trovare anche:

  • sostanze antimuffa aggiunte alla pittura per prevenire la crescita di muffa e funghi sulle superfici trattate
  • pigmenti a elevata opacità che contribuiscono a migliorare l’efficienza termica della pittura, riducendo la trasmissione di calore attraverso le pareti.

La pittura termica antimuffa viene applicata in modo simile alla pittura tradizionale, utilizzando rullo, spatola, pennello o pistola. Dopo l’applicazione e l’asciugatura, la pittura forma uno strato protettivo sulle superfici che innalza la temperatura delle pareti contribuendo in modo significativo alla prevenzione della muffa e migliorando l’isolamento termico.

La facilità di applicazione e il prezzo contenuto rendono la pittura termica antimuffa un’ottima soluzione per evitare interventi più onerosi. Essa è progettata per essere permeabile al vapore, il che significa che le pareti possono “respirare”, e per scambiare umidità con l’ambiente esterno. 

Benefici dell’isolamento termico con pittura antimuffa

  • capacità di ridurre i consumi energetici. Migliorando l’isolamento termico delle pareti, si riducono le dispersioni di calore durante l’inverno e la penetrazione del calore esterno durante l’estate. Ciò si traduce in una diminuzione dei costi di riscaldamento e raffrescamento;
  • consente alle pareti di respirare, evitando la formazione di condensa e muffa all’interno dell’edificio. Questo aspetto è essenziale per la salute delle persone e per la durata dell’edificio
  • offre un ulteriore strato di protezione per le pareti. Questo può contribuire a preservarle da agenti atmosferici, inquinamento e usura generale
  • contribuisce alla sostenibilità ambientale, riducendo il consumo energetico e contribuendo alla prevenzione delle muffe. In un mondo sempre più attento alle questioni ambientali, questa tecnologia si configura come un requisito importante per realizzare edifici a basso impatto ambientale.

Le proposte di Diasen per la tua casa

Ora che hai scoperto l’importanza delle pitture antimuffa per la tua casa ti starai chiedendo come scegliere la migliore e dove trovarla.

Visita il nostro sito e scopri tutte le pitture termiche antimuffa. Ad esempio, ti presentiamo il nostro prodotto più performante, C.W.C. Stop Condense, una soluzione avanzata per contrastare i problemi di muffa e condensa in ambienti interni. Si tratta di una pittura termica che, grazie alla sua formulazione speciale, offre una serie di vantaggi in termini di isolamento termico e prevenzione della formazione di condensa.

Questa pittura termica è composta da particolari polveri minerali, le quali, grazie alle loro caratteristiche isolanti, riescono a mantenere le superfici rivestite più calde. Con C.W.C. Stop Condense, potrai sperimentare una differenza di ben +5°C in confronto a una normale pittura. Questi gradi di calore in più impediscono all’aria di condensare sulla parete, anche in presenza di elevata umidità relativa nella stanza (fino al 90%).

C.W.C. Stop Condense può essere applicato con rullo, pennello o tramite il metodo airless. E’ disponibile in colore bianco, adatta a qualsiasi ambiente. C.W.C. Stop Condense è una soluzione ecologica che non contiene solventi nocivi. 

Insieme a C.W.C. Stop Condense, proponiamo un’altra efficace pittura antimuffa: Limepaint è una soluzione sofisticata per le finiture d’interni, caratterizzata dalla sua formulazione a base di calce di colore bianco. Questa idropittura si distingue per le sue eccezionali capacità coprenti e l’altissima traspirabilità. 

Questa idropittura può essere applicata con rullo, airless o pennello, offrendo la flessibilità necessaria per soddisfare le tue preferenze personali di applicazione. E’ economica, ma anche efficiente, consente alle pareti di “respirare”, contribuendo a regolare l’equilibrio igrometrico degli ambienti interni. 

Grazie alla sua elevata traspirabilità e capacità di regolare l’umidità ambientale, Limepaint contribuisce in modo significativo a prevenire la formazione di muffe e condense.

Estrazione del sughero

Estrazione del sughero: dalla foresta alla fabbrica

Il sughero, una meraviglia dell’ecosistema mediterraneo, è un materiale versatile con una storia ricca di tradizione e innovazione. Questa risorsa naturale, proveniente dalle querce da sughero, offre innumerevoli opportunità nei settori dell’edilizia, dell’arte, del design.

Siamo abituati a vedere il sughero sulle bottiglie di vino o in piccoli complementi della casa, ma non sappiamo da dove proviene e quale lavoro ci sia alle sue spalle. Aanlizziamolo insieme.

 

Le querce di sughero

Il sughero non può essere dissociato dalla quercia da cui proviene, un sempreverde antico, maestoso nel suo aspetto e generoso nel fogliame, che cresce nel Mediterraneo occidentale più assolato.

Solo una volta ogni dieci anni, tra primavera ed estate, esperti estrattori, conosciuti come “bucadori,” utilizzano la loro maestria per estrarre la corteccia in modo delicato mantenendo gli alberi sani.

 

Perché proprio il sughero

Il sughero è un materiale prezioso in bioedilizia e sai perché? Per scoprirlo, devi osservarlo più da vicino: noterai al microscopio particelle elementari e milioni di cellule che costituiscono la sua struttura. Questa intricata ma regolare rete di alveoli intrappola l’aria e rende il materiale incredibilmente leggero, elastico e traspirante. 

Al suo interno, si trova la suberina, uno strato ceroso e idrofobo che costituisce quasi metà del materiale del sughero e abbinata alla struttura, rende il sughero un meraviglioso isolante termico, acustico, antimuffa e regolatore di umidità.

 

Estrarre il sughero

Per venticinque, trent’anni, la quercia da sughero cresce e si innalza. L’attesa è finalmente ricompensata quando il tronco della quercia raggiunge una circonferenza di sessanta centimetri, segnando l’inizio della prima estrazione.

La decortica avviene tra primavera ed estate quando la linfa scorre tra il tronco e la corteccia, rendendo l’estrazione meno invasiva e favorevole alla futura rigenerazione. 

Nelle ore pomeridiane, le massicce plance di sughero, caricate su mezzi che sembrano sfidare le leggi della fisica, lasciano la foresta dirigendosi verso i depositi di raccolta. È in questo momento che entra in gioco il giudizio esperto dei valutatori, capaci di leggere la qualità della corteccia e le sue variazioni. Sono loro a determinare come le lastre di sughero saranno utilizzate: lavorate ulteriormente, macinate per produrre sughero granulato o destinate alla produzione di tappi.

Le plance di sughero migliori, insieme a quelle di qualità inferiore, iniziano un processo di stagionatura. Il materiale viene esposto a sole, vento e pioggia. La durata della stagionatura varia. Le lastre di sughero sono disposte orizzontalmente in pile separate l’una dall’altra, ad una distanza di qualche metro, per evitare il contatto, le contaminazioni e il potenziale deterioramento.

La fase di stagionatura può durare dai diciotto ai ventiquattro mesi, dipendendo da una serie di variabili, tra cui le condizioni climatiche. Durante questo periodo, il sughero perde peso, diventa più resistente e cambia colore, passando da un rosso iniziale a un tono più chiaro.

 

L’ingresso in fabbrica

Le plance di sughero stagionato vengono immerse in vasche di acqua bollente in rame o acciaio. Questa procedura igienizza il sughero, eliminando parassiti che non sopportano il calore dell’acqua bollente e rimuove sostanze indesiderate.

Il sughero rimane immerso per circa un’ora, permettendo alle proprietà benefiche dell’acqua bollente di agire. In questo processo, il tannino, responsabile del colore rossastro e di alcune imperfezioni superficiali, viene eliminato.

Il sughero bollito viene quindi trasferito in depositi in cui l’aria circola costantemente. Questa fase essenziale completa la lavorazione primaria, rendendo il sughero più piatto, compatto, elastico e pronto per essere ulteriormente trasformato da esperti artigiani.

La fase successiva coinvolge la molitura, un procedimento che utilizza pesi posti sopra il sughero impilato per applicare una costante pressione. In questo modo, rovesciando anche periodicamente le plance, è possibile eliminare l’umidità dal materiale.

 

La trasformazione finale del sughero

Il sughero viene quindi tagliato in tavole o pannelli secondo le specifiche del prodotto finale. In alcuni casi, possono essere applicati trattamenti aggiuntivi, come la finitura superficiale o la laminazione per produrre prodotti specifici, come pannelli isolanti termici o pitture termiche.

Il sughero lavorato è ora pronto per essere utilizzato in una varietà di prodotti bioedili. Può essere impiegato per la produzione di pitture termiche, pitture impermeabilizzanti e molto altro.

Si ottengono così prodotti a base naturale, rispettosi dell’ambiente e degli inquilini delle abitazioni. Questo materiale offre eccezionali caratteristiche di isolamento termico e acustico grazie alla struttura delle sue cellule. Ogni centimetro cubo di sughero è ricco di milioni di cellule, ciascuna con regolari cavità che imprigionano grandi quantità d’aria. Questa caratteristica rende il sughero un materiale ideale per l’isolamento termico poiché intrappola l’aria esaltandone la vocazione isolante.

Inoltre, il sughero è efficace nel fonoassorbimento, sempre grazie all’incapsulamento statico dell’aria nelle sue cellule.

Composta da cellulosa, lignina e suberina, questa struttura conferisce al sughero un’eccezionale resistenza all’acqua e ai solventi organici, rendendolo impermeabile. La suberina contiene acidi grassi a catena lunga che forniscono al sughero capacità impermeabilizzanti.

 

Non solo tappi

L’associazione tradizionale tra il sughero e i tappi è solo uno dei tanti utilizzi possibili. Sempre più spesso, il sughero viene considerato un materiale nobile per migliorare il comfort abitativo in termini di isolamento termico, acustico e impermeabilizzazione. La visione è quella di riscoprire la tradizione del “costruire mediterraneo” guardando al futuro e abbracciando la saggezza e le esperienza passate.

In questo contesto, il sughero può essere trasformato in una varietà di prodotti bioedili, tra cui pitture termiche e impermeabilizzanti, e molto altro. La sua versatilità e le sue proprietà ecocompatibili lo rendono un componente prezioso per creare ambienti abitativi confortevoli e sostenibili, in armonia con il nostro ambiente e con il futuro.

Noi di Diasen, siamo partiti proprio da questi presupposti per realizzare prodotti di alta qualità, per il comfort abitativo di qualsiasi edificio. Contattaci per saperne di più o visita il nostro sito!

Progetto Re-factory con il Prof. Gianluigi Mondaini

Oggi abbiamo ospitato un gruppo di studenti del corso di laurea in Ingegneria Edile-Architettura dell’UNIVPM, Università Politecnica delle Marche, grazie al Prof. Gianluigi Mondaini, che ci ha coinvolto nel progetto Re-factory.

Un progetto questo in cui studieremo insieme quanto è importante l’architettura per un edificio aziendale e quanto bellezza e materiali siano elementi fondamentali per il benessere delle persone e per la crescita dell’impresa.

Siamo sempre felici di aprire le porte della nostra azienda agli studenti perché nei giovani vivono il desiderio di futuro, la freschezza di un pensiero innovativo e la potenzialità di un rapporto creativo col mondo delle imprese.

Diasen porta le Marche a Roma: Dalle soluzioni per il comfort degli edifici alla cena in onore del Marchese del Grillo

Diasen porta le Marche a Roma con le sue soluzioni per il comfort sostenibile degli edifici e con una cena speciale dedicata alla figura del Marchese Onofrio del Grillo di Fabriano.

Abbiamo organizzato, in collaborazione con la rivista di architettura The Plan, un importante evento che si è svolto nella Capitale il 12 e 13 ottobre e che ha richiamato centinaia di professionisti del settore delle costruzioni, italiani ed internazionali, dal titolo “Progettare il benessere: il comfort sostenibile tra funzionalità e bellezza”.

Una due giorni appena conclusa, dove i presenti hanno potuto partecipare a workshop, tavole rotonde, momenti conviviali e una visita speciale alla città eterna.

La prima giornata si è svolta presso l’Acquario Romano, oggi sede dell’Ordine degli Architetti di Roma, ed è stata un’occasione di approfondimento e formazione sui nuovi orizzonti dell’architettura e sul ruolo fondamentale dei materiali sostenibili nel settore delle costruzioni. Presenti relatori di spicco: gli architetti Massimo Alvisi, João Luís Carrilho da Graça, Guendalina Salimei, e Francesco Asdrubali, professore Università Roma Tre. A seguire una tavola rotonda moderata da Chiara Tonelli, docente Università Roma Tre, sul tema del comfort come base di una progettazione in cui la vivibilità degli spazi si connette alla scelta dei materiali sostenibili. Il workshop ha visto invece impegnati una trentina di architetti, protagonisti di un’esperienza applicativa di decorazione con la pittura decorativa Decork Mediterraneo, a base di sughero e argilla.

Circa 200 i professionisti, tra architetti e ingegneri, provenienti da Roma e da tutta Italia con una significativa delegazione di professionisti da Danimarca e Spagna, che hanno partecipato all’incontro. Il meeting è stato trasmesso anche in streaming con 500 persone collegate da Singapore, Emirati Arabi, Croazia, Grecia, Irlanda e Inghilterra.

Ponte tra le Marche e Roma, la cena nel parco dell’Acquario Romano con specialità tipiche della regione. In particolare, in tavola i piatti e le pietanze preferite dal Marchese Onofrio del Grillo, dignitario pontificio di Fabriano reso celebre dalla grande interpretazione di Alberto Sordi.

Nella seconda giornata, invece, abbiamo condotto circa 80 professionisti alla scoperta delle meraviglie architettoniche di Roma. Prima la visita alla Domus Aurea, poi al Colosseo, ai Fori imperiali, alla Chiesa di San Luigi dei Francesi per ammirare le opere del Caravaggio e, infine, a Trastevere dove la due giorni si è conclusa con un momento conviviale in uno dei più caratteristici locali della zona.