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Diasen al Compasso d’Oro: CorkPhilia e STYLOS

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Corkphilia e il ritorno alla materia: Diasen al Compasso d’Oro con un’architettura sensibile

Nel panorama contemporaneo, sempre più orientato verso una progettazione consapevole e responsabile, la materia torna al centro del progetto come dispositivo culturale oltre che tecnico. Non più semplice rivestimento, ma superficie attiva, capace di incidere sulla percezione, sul comfort e sul rapporto tra spazio e individuo.

È in questo contesto che si inserisce la partecipazione di Diasen alla XXIX edizione del Compasso d’Oro, la più prestigiosa onorificenza del design industriale italiano, con CorkPhilia, un sistema che porta il sughero a vista al centro della ricerca progettuale, affiancato dalla pittura a base di sughero e argilla Decork Acoustix. Una proposta che si muove lungo il confine tra tecnologia e dimensione sensoriale, interrogando il ruolo delle superfici nell’architettura contemporanea.

A partire dal 15 aprile, in occasione della mostra presso l’ADI Design Museum di Milano, Diasen presenterà STYLOS. La colonna della CorkPhilia, un’installazione che traduce in forma spaziale i principi del sistema.

Una colonna come narrazione materica

Ispirata alla Colonna Traiana, STYLOS ne riprende la tensione verticale e il carattere narrativo, trasformando il fregio storico in una sequenza materica contemporanea. La struttura si sviluppa come un racconto ascensionale, in cui il sughero non è solo materiale, ma linguaggio.

L’opera è composta da quindici dischi in legno, ciascuno trattato con Decork Mediterraneo, pittura a base di sughero e argilla. Tre cromie si alternano in una progressione ritmica, mentre cinque effetti superficiali restituiscono una varietà tattile e visiva che supera la dimensione decorativa per entrare in quella percettiva.

Ogni elemento si configura come un frammento autonomo e, al tempo stesso, come parte di una sequenza più ampia: un sistema che trova senso nella relazione tra le sue componenti, più che nel singolo episodio.

Superficie, benessere, relazione

Alla base della ricerca vi è una riflessione più ampia sul ruolo della superficie nell’abitare contemporaneo. Il sughero, lasciato a vista, diventa un’interfaccia tra corpo e spazio, capace di attivare una dimensione sensoriale spesso trascurata dall’architettura tecnica.

Non si tratta soltanto di prestazioni — pur presenti, in termini di comfort acustico e traspirabilità — ma di una qualità più sottile, legata alla percezione di salubrità e alla relazione emotiva con la materia. In questo senso, CorkPhilia si configura come un approccio progettuale prima ancora che come un prodotto.

Verso una nuova grammatica del naturale

La presenza di Diasen al Compasso d’Oro non si esaurisce nella dimensione espositiva, ma apre una riflessione più ampia sul ruolo dei materiali naturali nella costruzione di un’estetica contemporanea.

In STYLOS, questa tensione si traduce in una forma archetipica e al tempo stesso attuale: una colonna che non celebra conquiste, ma una nuova alleanza tra progetto, materia e natura. Un’architettura che non si limita a contenere, ma che partecipa attivamente alla costruzione del benessere.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Joost Bakker: l’architettura impara dagli alberi

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Il designer australiano pioniere del movimento zero-waste racconta la sua visione del costruire sostenibile dopo aver visitato le sugherete della Gallura sarda

C’è chi progetta edifici e chi progetta ecosistemi. Joost Bakker appartiene alla seconda categoria. Designer olandese naturalizzato australiano, da oltre 25 anni sfida le convenzioni dell’architettura con un’ossessione virtuosa: eliminare il concetto stesso di scarto. Nel 2012 ha fondato Silo, il primo ristorante zero-waste d’Australia. Nel 2021 ha costruito Future Food System, una casa autosufficiente nel cuore di Melbourne capace di produrre cibo, energia e gestire i propri rifiuti in ciclo chiuso.

Bakker costruisce con paglia compressa e trasforma gli scarti organici in biogas, ma quando si trattava di proteggere i suoi edifici dagli agenti atmosferici ha trovato nel sughero la risposta che cercava.

Oltre il greenwashing: un materiale che supera le aspettative

Chi lavora nella sostenibilità sviluppa un certo scetticismo, e Bakker non fa eccezione: ogni volta che si avvicina a un nuovo materiale scava in profondità per verificare che le promesse corrispondano alla realtà.

Con il sughero è accaduto il contrario. Visitando le sugherete e osservando l’intero ciclo produttivo, dalla decortica delle querce alla trasformazione degli scarti in materiali per la costruzione, ha trovato una filiera che supera le aspettative.

A colpirlo è stata soprattutto la dimensione temporale: alberi centenari che portano i segni di trenta raccolte successive, con incisioni lasciate da generazioni di raccoglitori – alcune delle quali vecchie di oltre un secolo. L‘economia circolare, prima che diventasse un concetto di moda, era già pratica quotidiana nelle sugherete mediterranee.

Materiali che respirano: la lezione della corteccia

Il problema dell’edilizia contemporanea, secondo Bakker, è l’ossessione per la sigillatura. Negli ultimi cinquant’anni abbiamo rivestito gli edifici con superfici rigide che non assorbono né umidità né suoni, e il risultato sono ambienti che sembrano caverne: aria viziata, acustica sgradevole, climatizzazione meccanica costante.

La sua visione è diversa. Tutti i materiali che utilizza nei propri progetti sono naturali, porosi, traspiranti, mai sigillati, e il sughero rappresenta l’esempio perfetto: un rivestimento che replica ciò che fa la corteccia di un albero, proteggendo, isolando e resistendo al fuoco senza smettere di respirare.

“Le nostre case devono essere come alberi”, sintetizza Bakker. Non è una metafora, è un principio progettuale.

Tremila anni di saggezza costruttiva

In Sardegna Bakker ha visitato un edificio nuragico di tremila anni: nessun impianto di climatizzazione, eppure la temperatura era stabile e l’aria circolava naturalmente. Ambienti millenari che mettono le persone a proprio agio, più di qualsiasi costruzione moderna.

La domanda che ne deriva è semplice: perché abbiamo smesso di progettare così? Tremila anni fa si costruivano spazi caldi d’inverno e freschi d’estate senza consumare energia, mentre oggi necessitiamo di elettricità costante per ottenere risultati peggiori.

Per Bakker la vera innovazione non significa ignorare il passato, ma integrarlo. Esiste un patrimonio di conoscenze accumulate in generazioni che abbiamo accantonato, e la sfida è recuperare quella saggezza combinandola con le tecnologie attuali.

Costruire per rigenerare

L’ambizione di Bakker va oltre la riduzione dell’impatto: vuole progettare edifici che migliorino attivamente l’ambiente, strutture resilienti agli incendi, alle tempeste e al trascorrere del tempo.

C’è anche una questione di salute. Secondo l’ONU fino a centomila persone all’anno muoiono per l’inquinamento indoor, e l’aria che respiriamo impatta sul nostro organismo più rapidamente del cibo. Eppure ci ossessioniamo per l’alimentazione biologica ignorando completamente i materiali che ci circondano.

Bakker sogna una certificazione biologica per le case, con materiali privi di tossine, colle chimiche e ritardanti di fiamma. “Credo davvero che l’architettura possa salvarci”, afferma. Ogni edificio realizzato con materiali naturali è un pezzo di futuro che prende forma nel presente.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” column_margin=”default” column_direction=”default” column_direction_tablet=”default” column_direction_phone=”default” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” row_border_radius=”none” row_border_radius_applies=”bg” row_position_desktop=”default” row_position_tablet=”inherit” row_position_phone=”inherit” overflow=”visible” overlay_strength=”0.3″ gradient_direction=”left_to_right” shape_divider_position=”bottom” bg_image_animation=”none”][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” flex_gap_desktop=”10px” column_element_direction_desktop=”default” column_element_spacing=”default” desktop_text_alignment=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_backdrop_filter=”none” column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” column_position=”default” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/4″ tablet_width_inherit=”default” animation_type=”default” bg_image_animation=”none” border_type=”simple” column_border_width=”none” column_border_style=”solid”][image_with_animation image_url=”87202″ image_size=”full” max_width=”100%” max_width_mobile=”default” animation_type=”entrance” animation=”None” animation_movement_type=”transform_y” hover_animation=”none” alignment=”” border_radius=”none” box_shadow=”none” image_loading=”default”][/vc_column][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” flex_gap_desktop=”10px” column_element_direction_desktop=”default” column_element_spacing=”default” desktop_text_alignment=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_backdrop_filter=”none” column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” column_position=”default” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”3/4″ tablet_width_inherit=”default” animation_type=”default” bg_image_animation=”none” border_type=”simple” column_border_width=”none” column_border_style=”solid”][vc_column_text css=”” text_direction=”default”]Joost Bakker è un designer e attivista ambientale australiano. Fondatore di Silo, primo ristorante zero-waste d’Australia, e ideatore di Future Food System, è considerato un pioniere dell’architettura rigenerativa.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Diasen - Sfondo News CAM

I NUOVI CAM E LE SOLUZIONI DIASEN: UN CAMBIAMENTO CHE PARTE DAI MATERIALI

[vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” column_margin=”default” column_direction=”default” column_direction_tablet=”default” column_direction_phone=”default” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” row_border_radius=”none” row_border_radius_applies=”bg” row_position_desktop=”default” row_position_tablet=”inherit” row_position_phone=”inherit” overflow=”visible” overlay_strength=”0.3″ gradient_direction=”left_to_right” shape_divider_position=”bottom” bg_image_animation=”none”][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” flex_gap_desktop=”10px” column_element_direction_desktop=”default” column_element_spacing=”default” desktop_text_alignment=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_backdrop_filter=”none” column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” column_position=”default” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/1″ tablet_width_inherit=”default” animation_type=”default” bg_image_animation=”none” border_type=”simple” column_border_width=”none” column_border_style=”solid”][vc_column_text css=”” text_direction=”default”]Il Decreto Ministeriale del 24 novembre 2025 – che entrerà in vigore il 1° febbraio 2026 – è un provvedimento importante nel settore dell’edilizia e della sostenibilità normativa, che aggiorna i Criteri Ambientali Minimi (CAM) e pone un’attenzione stringente sui materiali sostenibili nell’ambito degli appalti pubblici per costruzioni e ristrutturazioni.

I nuovi CAM sono parte della strategia italiana per integrare criteri ambientali più rigorosi nella progettazione pubblica, nell’affidamento di lavori e nei contratti di manutenzione, promuovendo efficienza energetica, uso di materiali sostenibili e criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) nei processi di appalto.

In sintesi, il DM 24 novembre 2025 rende più stringenti e moderni i requisiti ambientali richiesti nelle opere pubbliche, allineandoli alle sfide della sostenibilità e ai nuovi standard normativi europei e nazionali.

I materiali verranno considerati su tre versanti:

  • Basso impatto ambientale. Il decreto incentiva l’impiego di prodotti con caratteristiche di sostenibilità misurabili, favorendo quelli con contenuti riciclati o riutilizzati e con dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD/LCA) che ne attestino l’effettivo impatto sul ciclo di vita dell’edificio.
  • Circolarità e tracciabilità. I nuovi CAM rafforzano la gestione dei materiali lungo tutta la filiera, richiedendo tracciabilità e documentazione tecnica che dimostri la conformità alle specifiche ambientali e favorisca l’adozione di scelte progettuali e di acquisto orientate a circolarità e sostenibilità.
  • Premialità. Oltre ai requisiti minimi obbligatori, il decreto introduce criteri premianti nei bandi di gara per materiali e tecnologie che vanno oltre il minimo richiesto, ad esempio con migliore performance ambientale, maggiore contenuto di riciclato o certificazioni volontarie di sostenibilità

I materiali isolanti DIASEN sono tutti conformi (no SVHC, no HCFC, no Pb, marcati CE, low/zero VOC) a seguito di rapporti di prova di laboratori accreditati, di certificazioni ed etichette indoor riconosciute. In parallelo le nostre pitture non contengono sostanze pericolose per l’ambiente.

Le soluzioni Diasen offrono, quindi, vantaggi strutturali, perché i nostri sistemi si prestano molto meglio a generare punteggi premianti rispetto a molte delle soluzioni tradizionali presenti sul mercato.

I cappotti tradizionali, ad esempio, possono rispettare i requisiti minimi CAM ma difficilmente attivano criteri premianti, perché contengono riciclato spesso limitato o standard, perchè le EPD spesso sono inesistenti, in quanto esiste una scarsa riciclabilità reale a fine vita e viene offerto un contributo debole a LCA migliorativi.

I sistemi Diasen invece utilizzano materiali derivati da materie prime rinnovabili, sono formulati con un contenuto significativo di materia riciclata o recuperata, offrono scelte progettuali che comportano l’impiego di materiali o componenti con migliori valori LCA, sono caratterizzati da valori di VOC molto inferiori ai limiti CAM che garantiscono una migliore qualità dell’aria interna.

  • In questo contesto va evidenziata la centralità dell’LCA (Life Cycle Assessment) e dell’EPD (Environmental Product Declarations) nelle soluzioni Diasen.

I prodotti Diasen sono formulati e certificati con un approccio basato sul Life Cycle Assessment (LCA), metodologia internazionale (ISO 14040/44) che valuta gli impatti ambientali lungo tutto il ciclo di vita: estrazione materie prime, produzione, trasporto, uso e fine vita.

Ogni famiglia di prodotto è, inoltre, supportata da EPD (Environmental Product Declarations) verificati, che forniscono dati ambientali completi, affidabili e comparabili. Tali dichiarazioni coprono tutte le fasi del ciclo di vita permettendo l’integrazione diretta nelle analisi LCA di progetto.

I prodotti Diasen rappresentano, insintesi, una soluzione più sostenibile e “premiante” rispetto a materiali tradizionali, grazie alla integrazione della LCA certificata e alla trasparenza dei dati ambientali.

In conclusione i sistemi Diasen non sono solo conformi, ma abilitanti per gare e progetti pubblici ad elevata complessità.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Diasen ottiene 7 nuove FDES: un passo avanti per l’edilizia sostenibile in Francia

[vc_row type=”in_container” full_screen_row_position=”middle” column_margin=”default” column_direction=”default” column_direction_tablet=”default” column_direction_phone=”default” scene_position=”center” text_color=”dark” text_align=”left” row_border_radius=”none” row_border_radius_applies=”bg” overflow=”visible” overlay_strength=”0.3″ gradient_direction=”left_to_right” shape_divider_position=”bottom” bg_image_animation=”none”][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” column_element_direction_desktop=”default” column_element_spacing=”default” desktop_text_alignment=”default” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_backdrop_filter=”none” column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” column_position=”default” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/1″ tablet_width_inherit=”default” animation_type=”default” bg_image_animation=”none” border_type=”simple” column_border_width=”none” column_border_style=”solid”][vc_column_text css=”” text_direction=”default”]Diasen rafforza il proprio impegno per un’edilizia sostenibile ottenendo sette nuove FDES – Fiche de Déclaration Environnementale et Sanitaire per altrettante famiglie di prodotti. Un risultato importante, quello ottenuto il 16 ottobre 2025, che testimonia l’attenzione dell’azienda verso l’impatto ambientale e la salubrità dei materiali da costruzione, rispondendo con trasparenza ai più alti standard normativi europei.

Le FDES sono dichiarazioni ambientali e sanitarie obbligatorie in Francia per i materiali destinati agli edifici sostenibili. Redatte secondo la norma NF EN 15804 e il suo complemento nazionale, queste schede descrivono l’intero ciclo di vita dei prodotti, dalla provenienza delle materie prime allo smaltimento. A differenza delle EPD, la FDES è un requisito legale in Francia dal 2022 e fornisce informazioni dettagliate su:

  • Impatto ambientale e impronta di carbonio
  • Emissioni di VOC
  • Sicurezza e composizione chimica
  • Prestazioni sanitarie dei materiali

[/vc_column_text][vc_column_text css=”” text_direction=”default”]É un traguardo chiave per i progettisti e per il mercato francese e con queste nuove certificazioni, Diasen riafferma la propria missione aziendale: sviluppare materiali innovativi, biocompatibili e ad alte prestazioni, capaci di migliorare il comfort e la qualità dell’ambiente costruito, lungo tutto il ciclo di vita dell’edificio. Un contributo concreto per un futuro più sano, efficiente e sostenibie.

L’ottenimento delle FDES consente a Diasen di supportare in modo ancora più efficace progettisti e professionisti nelle valutazioni LCA (Life Cycle Assessment), contribuendo al rispetto dei criteri previsti dalla normativa RE2020, il principale riferimento per l’edilizia sostenibile in Francia.[/vc_column_text][vc_column_text css=”” text_direction=”default”]Le sette famiglie di prodotti certificate FDES

  1. Malte: Calce Storica, Thermo M10, Rebuild40 R4
  2. Intonaci di finitura: Argacem HP, Argatherm, Argatherm Acoustix, Argatherm Ultrafine
  3. Impermeabilizzanti: Acriflex Rapido, Acriflex X-Pro, Acriflex Fybro (A+B), Acriflex Pro, Oriplast Reflex, ORA Eco Antipioggia, Ultragum, Ultrabit, BKK Eco, WATstop (A+B+C)
  4. Finiture decorative: Decork Design, Decork Facade, Decork Alfareflex, Decorkrete, CWC Stop Condense, Acrilid Protect Coating, Plasterpaint Colorato, Limepaint, Argacem Colorato
  5. Intonaci – Gamma Diathonite: Diathonite Evolution, Acoustix, Acoustix +, Deumix +, Massetto, Thermactive.037, Sismactive
  6. Primer: Aquabond, D20, Vapostop, Color Primer, Grip Primer, SBS-Bond
  7. Rivestimenti a pavimento: Floorgum Paint, Aquafloor Eco (A+B)

E’ possible consultare le certificazioni direttamente sulla piattaforma ufficiale Inies.[/vc_column_text][image_with_animation image_url=”86749″ image_size=”full” max_width=”100%” max_width_mobile=”default” animation_type=”entrance” animation=”None” animation_movement_type=”transform_y” hover_animation=”none” alignment=”center” border_radius=”none” box_shadow=”none” image_loading=”default”][/vc_column][/vc_row]

DIASEN PORTA KENGO KUMA AL POLITECNICO DI MILANO

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Nell’incontro su Oriente e Mediterraneo organizzato da Diasen, il maestro giapponese dell’architettura contestuale invita a riscoprire il valore dei materiali naturali e dell’armonia tra uomo e ambiente

[/vc_column_text][vc_column_text css=”” text_direction=”default”]Milano, 8 ottobre 2025 – Diasen, ha ospitato Kengo Kuma, tra i più influenti architetti contemporanei, nell’incontro “Dimore e benessere: l’architettura, il design e l’abitare tra Mediterraneo e Giappone”, dedicato al rapporto tra architettura, design e cultura dell’abitare. L’evento, organizzato da Diasen in collaborazione con la Scuola del Design e Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, si è tenuto il 6 ottobre presso la Scuola del Design del Politecnico di Milano – Campus Bovisa.

L’incontro è stato aperto dai saluti istituzionali della Rettrice del Politecnico di Milano Donatella Sciuto, della Preside Vicaria della Scuola del Design Anna Meroni e di Diego Mingarelli, CEO di Diasen, a cui sono seguiti gli interventi di Gian Pietro Simonetti, Responsabile Marketing & Comunicazione di Diasen e Giuliana Salmaso, titolare dello Studio Giuliana Salmaso.

La riflessione sul comfort abitativo, inteso come equilibrio tra forma, materiali e benessere, è stata al centro di una tavola rotonda che ha messo a confronto due tradizioni progettuali, quella mediterranea e quella giapponese, accomunate dall’armonia con il contesto, dall’uso di materiali naturali e dai principi biofilici, con la partecipazione di Kengo Kuma (Kengo Kuma & Associates), Diego Mingarelli (CEO Diasen), Francesco Zurlo (Preside della Scuola del Design), Andrea Campioli (Preside della Scuola di Architettura, Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni) e Gilda Bojardi (Direttrice della rivista Interni). Un approfondimento, moderato da Alessandro Cannavò, sul ruolo dei contesti fisici e delle forme architettoniche, che ha evidenziato come linee curve e materiali naturali possano creare spazi rigenerativi e migliorare la qualità della vita.

 “L’evento con Kengo Kuma è stato uno straordinario momento di riflessione sul rapporto tra Oriente e Mediterraneo in architettura. Una figura di grande generosità e spessore che ci ha permesso di rimettere al centro il tema dei materiali naturali e la loro trasformazione come nuovo orizzonte di ricerca e sperimentazione” ha dichiarato Diego Mingarelli, CEO di Diasen. “E’ stata l’occasione per focalizzare meglio la nostra ragion d’essere, il nostro ikigai aziendale: costruire una bellezza che dura, generare benessere e lasciare un segno di rigenerazione e di sostenibilità autentica.”

Kengo Kuma, maestro dell’architettura contestuale, ha tenuto una lecture “The Dwellings of Comfort: Biophilic Architecture from the Mediterranean to Japan” in cui ha condiviso, attraverso un racconto coinvolgente delle sue opere più emblematiche, la propria visione dell’architettura come gesto di ascolto, empatia e sottrazione, capace di restituire equilibrio tra uomo e ambiente.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row type=”full_width_background” full_screen_row_position=”middle” column_margin=”default” column_direction=”default” column_direction_tablet=”default” column_direction_phone=”default” scene_position=”center” top_padding=”2%” constrain_group_1=”yes” bottom_padding=”2%” left_padding_desktop=”50px” constrain_group_2=”yes” right_padding_desktop=”50px” left_padding_tablet=”35px” constrain_group_4=”yes” right_padding_tablet=”35px” left_padding_phone=”7px” constrain_group_6=”yes” right_padding_phone=”7px” text_color=”dark” text_align=”left” row_border_radius=”none” row_border_radius_applies=”bg” overflow=”visible” overlay_strength=”0.3″ gradient_direction=”left_to_right” shape_divider_position=”bottom” bg_image_animation=”none” gradient_type=”default” shape_type=””][vc_column column_padding=”no-extra-padding” column_padding_tablet=”inherit” column_padding_phone=”inherit” column_padding_position=”all” constrain_group_1=”yes” column_element_direction_desktop=”default” column_element_spacing=”default” centered_text=”true” desktop_text_alignment=”center” tablet_text_alignment=”default” phone_text_alignment=”default” background_color_opacity=”1″ background_hover_color_opacity=”1″ column_backdrop_filter=”none” column_shadow=”none” column_border_radius=”none” column_link_target=”_self” column_position=”default” gradient_direction=”left_to_right” overlay_strength=”0.3″ width=”1/1″ tablet_width_inherit=”default” animation_type=”default” bg_image_animation=”none” border_type=”simple” column_border_width=”none” column_border_style=”solid” column_padding_type=”default” gradient_type=”default”][vc_gallery css=”” type=”flickity_style” images=”85578,85586,85594,85602,85610,85618,85626,85634,85642,85650,85658,85666,85674,84661,84669,84685,84693,84677,84701,84709,84717,84725,84733,84741,84749,84765,84773,84781,84789,84797,84805,84813,84821,84829,84837,84845,84853,84861,84869,84878,84886,84894,84902,84910,84920,84928,84936,84757,84944,84952,84960,84968,84976,84985,84993,85001,85009,85017,85025,85033,85041,85049,85057,85065,85073,85081,85089,85097,85105,85113,85121,85129,85137,85145,85153,85161,85169,85177,85185,85193,85202,85210,85218,85226,85234,85242,85250,85258,85266,85274,85282,85290,85298,85306,85314,85322,85330,85338,85346,85354,85362,85370,85378,85386,85394,85402,85410,85418,85426,85434,85442,85450,85458,85466,85474,85482,85490,85498,85506,85514,85522,85530,85538,85546,85554,85562,85570″ flickity_spacing=”default” flickity_controls=”none” flickity_overflow=”hidden” flickity_wrap_around=”wrap” flickity_desktop_columns=”1″ flickity_small_desktop_columns=”1″ flickity_tablet_columns=”1″ flickity_phone_columns=”1″ flickity_box_shadow=”none” image_loading=”default” onclick=”link_image”][/vc_column][/vc_row]

ANESIS CONQUISTA MDW2025

Un’opera manifesto alla Galleria Rossana Orlandi

Alla recente Milano Design Week 2025, Diasen ha presentato ANESIS – Natura, Benessere, CorkPhilia, un’installazione progettata da Giuliana Salmaso e ospitata nel cortile della prestigiosa Galleria Rossana Orlandi. Un’esperienza di grande impatto quella che l’azienda marchigiana guidata da Diego Mingarelli ha donato a esperti, curiosi e visitatori; un’opera suggestiva fondata su una visione rigenerativa dell’abitare e su un approccio sensoriale, estetico e scientifico al design architettonico. ANESIS spicca come un’architettura monolitica di forma biomorfica, interamente rivestita in Diathonite, la biomalta firmata Diasen e composta da sughero, calce e pietra pomice. Un materiale che incuriosisce e cattura per la sua morbidezza tattile e per le suggestioni visive, incarnando i valori della sostenibilità, della bellezza e del comfort. L’installazione ha guidato i visitatori in un percorso dal caos alla calma, attraverso spazi ispirati alle grotte paleolitiche e ai simbolismi architettonici e classici del Pantheon. ANESIS ha rappresentato una pietra miliare per Diasen: un’opera manifesto che segna un punto di svolta nel modo di intendere la progettazione biofilica. Per questo il lascito dell’installazione non si esaurisce nell’evento milanese, ma diventa il punto di partenza per una narrazione e una sperimentazione destinate a proseguire e a ispirare il futuro dell’architettura naturale.

DIASEN PREMIATA A BAU 2025 PER DIATHONITE THERMOSTEP.047, IL TERMOPAVIMENTO ULTRALEGGERO A BASE DI SUGHERO

L’azienda è presente alla fiera internazionale delle costruzioni di Monaco di Baviera con uno stand ideato dal designer Giulio Iacchetti che celebra la CorkPhilia

Monaco di Baviera/Sassoferrato, 17 gennaio 2025 – Diasen ha ricevuto alla fiera internazionale delle costruzioni BAU di Monaco di Baviera una menzione speciale per il termopavimento ultraleggero a base di sughero Diathonite Thermostep.047, premiato per la sua capacità di ridurre gli spessori e il consumo di materiale garantendo elevate performance di isolamento termoacustico.

“Siamo orgogliosi di questo riconoscimento che si allinea perfettamente agli attuali trend di costruzione che in Germania premiano la riqualificazione dell’esistente piuttosto che il consumo di suolo e la costruzione di nuovi edifici” ha dichiarato Diego Mingarelli, Amministratore Delegato di Diasen. “Oltre agli aspetti funzionali, la menzione ha rimarcato anche la componente estetica del termopavimento carteggiato che richiama una visione del design centrata sulla valorizzazione delle componenti naturali e il riutilizzo del sughero in chiave circolare, fattore che ci distingue nella nostra filiera facendo di Diasen una comunità di lavoro e di progetto unica nel suo genere”.

Diasen è presente a BAU 2025 con uno stand innovativo, ideato e progettato dal designer Giulio Iacchetti, che ha saputo armonizzare uno spazio limitato trasformandolo in un’opera che valorizza pitture e biomalte, combinando con maestria effetti e colori, e dove un ripiano centrale, a prevalenza di forme curve, diventa il punto di congiunzione concettuale di universi distinti ma uniti dall’esperienza del sughero come tramite tra uomo e natura: la CorkPhilia. Un vero e proprio microcosmo dedicato alla biofilia dei materiali, in cui emerge l’impronta versatile del sughero, l’estetica calda delle biomalte, il cromatismo delle pitture e la capacità dei materiali di restituire effetti materici, sensazioni tattili ed emozioni visive. Un esempio perfetto di come la grande ispirazione di un progetto nasca sempre da tre C: conoscenza, creatività e condivisione.

GRANDE PARTECIPAZIONE DI PUBBLICO A FABRIANO ALL’EVENTO DIASEN: “L’architettura di domani tra materiali, sostenibilità e nuove tecnologie”

Il video virtuale dedicato dalla città sbanca sui social

Fabriano, 3 dicembre 2024 – Grande partecipazione di pubblico all’evento “L’Architettura di domani: tecnologie, strumenti e visioni” organizzato da Diasen lo scorso 30 novembre a Fabriano, che si è aperto con la proiezione, nel suggestivo scenario del Museo della Carta, di una clip dedicata alla Piazza del Comune e alla Fontana Sturinalto: un’opera virtuale realizzata dall’architetto e influencer palermitano Francesco Ferla, che ha spiegato le potenzialità connesse all’utilizzo della tecnologia e della realtà aumentata per la mappatura degli edifici e degli spazi, verso la costruzione di una nuova visione dei luoghi e della loro fruizione. La clip ha avuto una risonanza straordinaria nell’universo social ed è stata condivisa e commentata da tantissimi fabrianesi, che ne hanno colto il valore estetico ma anche la metafora più profonda di un territorio da guardare con sguardo rinnovato.

All’incontro, organizzato da Diasen in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura e con il patrocinio gratuito dell’Ordine degli Architetti di Ancona, della sezione Marche dell’Istituto Nazionale di Architettura e del Comune di Fabriano, si è discusso di architettura e tecnologie, di materiali e realtà aumentata ma anche, e soprattutto, di come l’attrattività del territorio sia correlata a una nuova idea di bellezza; una bellezza legata all’architettura e al modo in cui lo spazio, gli edifici e i percorsi di valorizzazione vengono rappresentati grazie all’impatto rivelatore delle nuove tecnologie che sono sempre più capaci di modificare la percezione e la conoscenza dei luoghi, degli edifici e dei tessuti urbani.

E’ intervenuto l’Amministratore Delegato di Diasen, Diego Mingarelli, che ha focalizzato la sua attenzione sui materiali e sulla loro anima e su come questa visione possa essere di impulso per concepire in modo nuovo filiere, opportunità, politiche di sviluppo e vocazioni territoriali. Su questo filone si è inserito anche l’intervento di Anna Carulli, Presidente dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, incentrato sui trend sostenibili del comparto e sulla sfida dei criteri ambientali, sempre più un banco di prova per progettisti, committenti e comunità.

“Questo incontro ha rappresentato un nuovo modo di intendere l’impresa, come generatore di valore, cultura e valorizzazione del territorio e del suo genius loci” ha evidenziato Diego Mingarelli. “Abbiamo inteso lanciare un messaggio chiaro: la bellezza del nostro territorio può essere la chiave di una nuova attrattività in grado di rilanciarne il ruolo valorizzandone la storica vocazione manifatturiera”.

Il Mediterraneo conquista New York: Diasen vince il premio Best of BDNY con Decork Mediterraneo

Il Mediterraneo vince oltreoceano. Potrebbe essere questa la sintesi del nuovo riconoscimento conquistato da Diasen. Stavolta l’azienda di Sassoferrato, guidata da Diego Mingarelli e specializzata in materiali per l’architettura e il design, si è affermata a New York aggiudicandosi il premio Best of BDNY Product Design nella categoria Architectural Materials alla fiera Boutique Design, la principale esposizione americana dedicata al design di lusso in cui architetti e progettisti hanno la possibilità di conoscere materiali, soluzioni e servizi innovativi.

Il premio – il primo ottenuto dall’azienda marchigiana fuori dall’Europa – è stato assegnato alla pittura Decork Mediterraneo, una delle espressioni più interessanti e visionarie della capacità di innovazione di Diasen; una soluzione decorativa in cui la combinazione di sughero e argilla – ricavata dall’antica lezione dell’architettura mediterranea – esalta in un unico prodotto estetica, prestazioni, impatto materico e comfort.

Decork Mediterraneo, tra le altre cose, è una delle espressioni di punta del sistema CorkPhilia, ideato, sperimentato e industrializzato da Diasen. CorkPhilia è stato inserito di recente nell’ADI Design Index 2024, la selezione del miglior design italiano, e candidato al Compasso d’Oro 2026. CorkPhilia propone al mercato delle tecnologie e dei materiali un’innovazione rilevante, ovvero la possibilità di creare ambienti caratterizzati da finiture che lasciano il sughero a vista, in una logica di connessione visiva e sensoriale tra uomo e natura e all’interno di un contesto formulativo caratterizzato dall’uso sostenibile di materiali naturali e rigenerativi.

Il riconoscimento ottenuto alla fiera Boutique Design è stato accolto con entusiasmo nel quartier generale dell’azienda a Sassoferrato; una soddisfazione riassunta nelle parole del CEO Diego Mingarelli: “Il riconoscimento che abbiamo conseguito a Boutique Design di New York ci ha colti di sorpresa e questo fatto dà al premio un sapore aggiuntivo e particolare. Sicuramente siamo dentro un trend di attenzione e di apprezzamento da parte del mercato che riguarda la nostra scelta di entrare con decisione nel mondo del design e dell’architettura più evoluta. La nostra idea di CorkPhilia, ovvero attenzione ai materiali, ricerca di soluzioni dotate di un’anima, centralità dei sensi nello sviluppo di una concezione biofilica del benessere funziona e comincia a dare risultati concreti. È il risultato di un bel gioco di squadra che coinvolge tutta l’azienda”.

CORKPHILIA ENTRA PER LA PRIMA VOLTA NELL’ADI DESIGN INDEX 2024

Il sistema di finitura di Diasen a base di sughero a vista per il comfort degli ambienti unisce prestazioni, bellezza, design e sostenibilità dei materiali.

Selezionato nella categoria Design dei materiali dall’Osservatorio permanente dell’ADI e in mostra dal 30 ottobre all’ADI Design Museum di Milano con installazione di Giulio Iacchetti

Milano/Fabriano, 31 ottobre 2024 – CorkPhilia di Diasen è un sistema applicativo di finitura destinato alla promozione e allo sviluppo del design e del benessere abitativo, capace di tenere insieme prestazioni, bellezza e sostenibilità dei materiali e delle soluzioni, proponendo un’innovazione rilevante per il mercato della bioedilizia: creare ambienti caratterizzati da finiture che lasciano il sughero a vista, in una logica di connessione visiva e sensoriale, e quindi biofilica, tra uomo e natura.

E’ quanto ha riconosciuto ADI, l’Associazione per il Disegno Industriale, che ha inserito CorkPhilia nell’INDEX 2024, la selezione di prodotti di design dell’Osservatorio permanente dell’ADI, che quest’anno comprende 261 segnalazioni, un primo passo verso il Compasso d’Oro del 2026, cui questi prodotti potranno partecipare insieme a quelli selezionati il prossimo anno. E’ la prima volta che Diasen ottiene questo riconoscimento, insieme ad altre cinque realtà produttive della Regione. 

Specializzata nella progettazione e produzione di biomalte e biopitture a base sughero, nel 2023 Diasen ha ideato, sperimentato e industrializzato CorkPhilia, sistema fondato sulla qualità biofilica del sughero a vista e sul vantaggio della polifunzionalità, ovvero sulla capacità di adattarsi a parete e a pavimento e di intervenire contestualmente e con un’unica soluzione su più versanti di comfort e design. Il sistema di finitura si caratterizza come soluzione polifunzionale capace di soddisfare bisogni di salubrità, comfort e design all’interno di un contesto caratterizzato dall’uso sostenibile di materiali naturali e rigenerativi, come il sughero, e di elementi inorganici naturali come l’argilla bianca, di resine e protettivi a base di acqua e bassa emissione di composti organici volatili e di cere chiamate a svolgere il ruolo di leganti naturali.

“E’ per noi motivo di grande orgoglio che ADI abbia riconosciuto il valore di design del concetto di CorkPhilia e delle sue tante applicazioni, perché il rapporto empatico tra uomo e natura può trovare nei nostri materiali a base di sughero, una risposta efficace e un veicolo suggestivo. Abbiamo lanciato la sfida biofilica perché siamo convinti che ci sia una connessione profonda tra la natura dei materiali e il benessere degli spazi” dichiara Diego Mingarelli, CEO di Diasen. “Avendo incentrato la nostra idea di architettura sul sughero e sulla rigenerazione, abbiamo adottato la CorkPhilia come elemento che ci caratterizza, che fa vivere l’emozione sensoriale del contatto con la natura direttamente nel mondo dei materiali e del costruire”.

Per raccontare la qualità materica e cromatica di Diasen, il designer Giulio Iacchetti ha realizzato un’installazione simbolica della CorkPhilia. Un espositore, come una piccola architettura: un cubo appoggiato a un supporto rotante che presenta sulle varie facce degli elementi circolari trattati con diverse finiture e colori, belli da vedere e che invitano ad essere percepiti con il tatto. L’installazione fa parte della mostra che si è aperta il 30 ottobre all’ADI Design Museum di Milano dedicata ai prodotti di design selezionati per il 2024 dall’Osservatorio permanente dell’ADI, che si trasferirà a Roma, allo Spazio WeGil, dal 25 novembre.