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Mese: Luglio 2024

INAUGURATO “IL BOSCO IN UNA STANZA” AL MUSEO DEL SUGHERO DI CALANGIANUS

UN GRANDE SUCCESSO PER DIASEN CHE HA PROMOSSO L’INIZIATIVA

Sassoferrato, 22 luglio 2024 – Giovedì 18 luglio si è svolta la cerimonia inaugurale dell’opera “Il Bosco in una Stanza”, realizzata da Giulio Iacchetti per Diasen ed esposta al Museo del Sughero di Calangianus, in Sardegna.

L’inaugurazione, a cui hanno partecipato il sindaco del centro gallurese e i rappresentanti delle associazioni professionali e di settore, è stata preceduta dagli interventi del presidente Diasen, Diego Mingarelli, del designer Giulio Iacchetti, che ha ideato l’opera, e del designer australiano Joost Bakker, arrivato direttamente dall’Australia per conoscere e apprezzare la bellezza del sughero, l’originalità della filiera che lo genera e l’universo antico e nuragico da cui deriva.

“Il Bosco in una Stanza” riassume la metafora di una sughereta perimetrata da un muretto a secco, con pavimento in granella di sughero e un passaggio che imita i percorsi che consentono di muoversi attraverso la foresta. L’opera è composta di 15 colonne ricoperte di pittura a base di sughero che offrono diversi effetti e diverse texture ed è coronata da 55 cordoli e da 23 mattonelle di passaggio nella struttura, sempre realizzate in malta a base di sughero, messa a disposizione da Diasen.

Per offrire agli ospiti un impatto ravvicinato con i processi di lavorazione del sughero è stata organizzata per la mattina successiva una visita a una sughereta con una squadra di estrattori che hanno offerto ai partecipanti la possibilità di assistere all’affascinante processo di decortica.

Diego Mingarelli presidente Diasen, ha spiegato le ragioni di questa due giorni a Calangianus: “Per il tipo di utilizzo che facciamo del sughero nelle nostre pitture e biomalte abbiamo consolidato un rapporto profondo con la comunità di Calangianus e con alcuni gruppi di estrattori. Per questo ci è sembrato giusto e coerente trasferire l’installazione che abbiamo realizzato insieme a Giulio Iacchetti per la Milano Design Week nella sua sede naturale, il Museo del Sughero di Calangianus. La due giorni è stata anche una grande occasione per trasmettere il fascino di questo materiale Mediterraneo a tante persone che non lo conoscevano e a Joost Bakke, designer australiano e grande esperto di materiali sostenibili, venuto per l’occasione in Sardegna. Per Diasen è stato un momento identitario importante, un’occasione di allargamento degli orizzonti legati all’utilizzo del sughero e la conferma di quanto sia importante intrattenere rapporti intensi, profondi e durevoli non solo con gli utilizzatori ma con tutti gli operatori della filiera”.

Il Bosco in una Stanza sarà visitabile fino al 4 maggio 2025

“Sguardi sulla Materia: La Verità del fare tra architettura e arte” di Diasen e con la partecipazione di Steven Holl

Innovazioni architettoniche e artistiche presentate all’evento

Roma, 1 luglio 2024 – Nuove visioni e innovazioni nel campo dell’arte e dell’architettura sono state presentate giovedì 27 giugno 2024, durante l’evento “Sguardi sulla Materia: La Verità del fare tra architettura e arte” organizzato da Diasen, che ha visto la partecipazione di Steven Holl, uno degli architetti più influenti e innovativi del nostro tempo.

L’evento, organizzato nell’affascinante Acquario Romano, sede dell’Ordine degli Architetti di Roma, ha riunito più di 400 persone tra architetti, designer, artisti, giornalisti e appassionati, per un incontro dedicato alla discussione sul rapporto tra arte, architettura e materiali con alcuni fra i più importanti protagonisti della progettazione e della realizzazione architettonica.

L’intervento di Diego Mingarelli, Presidente di Diasen, ha evidenziato come i materiali devono esprimere qualcosa in più rispetto alla forma e all’estetica, devono avere un’anima, essere vivi, attivi superando l’idea di una materia inerte che impatta senza dinamismo sul progetto e sulla realizzazione architettonica. Per inquadrare con energia l’argomento Mingarelli ha recuperato, attualizzandoli, i tre fondamenti della visione vitruviana arricchiti dal tema attualissimo della sostenibilità: Firmitas – materiali senza tempo che uniscono durabilità, leggerezza e resistenza; Utilitas – perché devono rispondere ai bisogni delle persone in termini di confort termico, acustico, resistenza al fuoco e ai fenomeni naturali; Venustas – per esprimere bellezza, ordine, armonia recuperando l’idea che ciò che è bello anche buono;  Sostenibilità – per il legame con la natura che genera benessere e  crea le condizioni di un’+architettura biofilica.

“Il legame dinamico tra materia, vita è benessere è alla base di ogni nostra scelta.” ha dichiarato Diego Mingarelli “I materiali che selezioniamo non sono solo elementi costruttivi perché la loro scelta cambia la natura stessa dell’edificio restituendo benessere e migliorando la vivibilità degli spazi. La simbiosi tra tecnica, bellezza e funzionalità e il superamento della divisione tra perfomance ed estetica esaltano un’idea evoluta del vivere e dell’abitare, creando soluzioni che rimettono l’uomo al centro della progettazione architettonica. Senza dimenticare la sostenibilità, valore imprescindibile: materiali naturali e tecnologie innovative ci permettono di costruire edifici rispettosi dell’ambiente, riducendo l’impatto ambientale e garantendo un futuro migliore per le generazioni future.”

L’architetto Mino Caggiula, allievo di Steven Holl a cui ha dedicato affettuose parole di ringraziamento per i suoi insegnamenti, ha raccontato l’eredità trasmessa dal suo mentore e come il loro rapporto abbia influenzato la sua visione progettuale e l’evoluzione del suo concept professionale. Citando Goethe “Siamo modellati e plasmati da ciò che amiamo” ha presentato alcuni suoi progetti dove l’importanza delle proporzioni, la continua ricerca sui materiali, il sapiente utilizzo di elementi come acqua e luce sono la chiave del suo lavoro, assieme al continuo rinnovamento e alla costante sete di un sapere sempre nuovo, per mantenere uno stato di coscienza aperto a un mondo in continua evoluzione, dove l’ibridazione delle varie discipline si integra in una visione olistica.

L’incontro si è chiuso con la lecture di Steven Holl, intitolata “Arte drives architecture”, che ha esplorato come l’arte possa ispirare, orientare e condizionare la produzione architettonica e la progettualità del costruire. L’ approccio imperativo al centro della prolusione di Holl, mette in luce come l’arte influenzi e guidi l’architettura contemporanea, aprendo nuove prospettive e sfide per il futuro del design e della sostenibilità con una profonda comprensione della luce, dello spazio e dei materiali. Ed è sul concetto di luce che si è soffermato Holl, elemento fondamentale che dà vita agli spazi architettonici, una forza che modella e trasforma, creando atmosfere e sensazioni uniche. È attraverso la luce che gli edifici respirano e interagiscono con l’ambiente, rivelando la loro bellezza e profondità.

Il suo intervento ha ripercorso le collaborazioni tra Steven Holl Architects e gli artisti nell’ambito della pratica progettuale internazionale dello studio. Tra i progetti selezionati figurano Walter De Maria per il Nelson-Atkins Museum of Art (Kansas City, Stati Uniti, 2007); Vito Acconci per Storefront for Art and Architecture (New York, Stati Uniti, 1993); Jessica Lang per “Tesseracts of Time: A Dance for Architecture” (Stati Uniti, 2015); e più recentemente Agnieszka Kurant per il progetto vincitore del concorso per EXPO Albania (Tirana, Albania, in corso).

L’incontro è stato introdotto e moderato da Walter Mariotti, Direttore Editoriale di Domus, media partner dell’evento.